20250827 Cusano Radio Greenwich

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Mark Bernardini Марк Бернардини
Družba vuol dire “amicizia”, e fu costruito negli anni ‘60 per portare il petrolio dagli Urali alle allora socialiste Ungheria, Cecoslovacchia, Polonia e Repubblica Democratica Tedesca, passando anche per la Croazia jugoslava e i territori sovietici di Bielorussia, Lettonia, Lituania ed Ucraina. Quest’ultima aveva già colpito l’oleodotto a marzo, cinque mesi fa, per cui Péter Szijjártó, Ministro degli Affari Esteri ungherese, ha intimato all’Ucraina di non colpire le infrastrutture energetiche dirette in Ungheria e ha criticato la Commissione europea accusandola di non aver rispettato le garanzie date all’Ungheria sulla tutela di queste infrastrutture. Ora la storia si ripete. Il ministro ungherese ha definito l’accaduto un colpo inaccettabile alla sicurezza energetica del Paese, ricordando che l’Ucraina riceve la maggior parte della sua elettricità dall’Ungheria. La Slovacchia ha donato più di 3 miliardi di euro per aiutare Kiev. La raffineria Slovnaft di Bratislava, che produce prodotti petroliferi a partire dal petrolio russo, rifornisce l’Ucraina di gasolio, coprendo il 10% del suo consumo mensile. E cosa ha risposto Zelenskij? “Abbiamo sempre sostenuto l’amicizia tra Ucraina e Ungheria, e ora l’esistenza di questa “Amicizia” dipende dall’Ungheria”. Bella battuta, con cui ha fatto arrabbiare (per non dir di peggio) Fico, Orbán e perfino Trump, che ha paventato come le prossime sanzioni statunitensi potrebbero essere rivolte non solo contro la Russia, ma anche contro...

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